
Consiglio Comunale respinge l’esternalizzazione della riscossione: le ragioni del confronto
Il Consiglio comunale, nella seduta del 3 marzo, ha bocciato la proposta di affidare la riscossione coattiva delle entrate comunali all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. La votazione si è conclusa con 8 voti contrari, 7 favorevoli e 2 astensioni, delineando una spaccatura netta tra maggioranza e opposizione.
Lo scontro politico in aula
Il sindaco Fabio Roccuzzo aveva presentato l’esternalizzazione come “la soluzione più celere ed efficace, considerata l’oggettiva impossibilità di una gestione interna”. Tuttavia, il dibattito ha evidenziato due posizioni diametralmente opposte.
Da un lato, i consiglieri del centrodestra – tra cui Selenia Tutone, Valentina Messina, Francesco Caristia, Aldo Grimaldi, Antonio Montemagno e Marco Failla – hanno criticato duramente la gestione della proposta. Le loro obiezioni si sono concentrate sull’assenza di una delibera di Giunta e sulla presunta riluttanza dell’Amministrazione ad assumersi la responsabilità politica della scelta. Hanno inoltre manifestato timori per possibili disservizi ai contribuenti e per la perdita del controllo diretto da parte del Comune.
Dall’altro lato, i consiglieri del centrosinistra, con in prima linea Vincenzo Di Stefano e Pia Giardinelli, hanno difeso la necessità dell’esternalizzazione, sottolineando come la carenza di personale comunale rendesse questa scelta inevitabile per garantire equità ed efficienza. Hanno anche precisato che gli importi inferiori ai 1000 euro sarebbero stati esclusi dall’esternalizzazione e che era prevista l’apertura di uno sportello dedicato per migliorare il rapporto con i cittadini.
I dati preoccupanti della relazione tecnica
La discussione in Consiglio è stata alimentata dalla relazione tecnica del dirigente finanziario Pino Erba, di cui PrimaStampa ha preso visione. Il documento ha messo in luce criticità significative nella gestione attuale:
- Riscossioni interne inefficaci: i dati mostrano che il Comune ha recuperato appena il 12,46% dell’evasione IMU e l’11,31% dell’evasione TARI, con un incasso complessivo pari all’11,77% delle somme accertate.
- Carenza di personale qualificato: il servizio tributi soffre di un organico ridotto e non dispone di un responsabile di posizione organizzativa di categoria D, figura essenziale per gestire efficacemente la riscossione coattiva interna.
- Dissesto finanziario: Il Comune è ancora in fase di riequilibrio finanziario dopo il dissesto dichiarato nel 2022, e sia il Collegio dei revisori che il Ministero dell’Interno avevano raccomandato l’esternalizzazione della riscossione.
La relazione ha analizzato tre opzioni possibili:
- Affidamento all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, con costi certi e accesso diretto alle banche dati
- Gestione interna, giudicata impraticabile per l’attuale carenza di risorse
- Affidamento a società private, soluzione con maggior controllo ma costi superiori
Il supporto dei Revisori Legali
Il Collegio dei Revisori Legali, nel verbale n. 87 del 20 dicembre 2024, ha espresso parere favorevole all’esternalizzazione, evidenziando:
- L’impossibilità oggettiva di gestire il servizio internamente
- L’aggio più conveniente dell’Agenzia delle Entrate rispetto alle società private
- La garanzia di imparzialità e trasparenza offerta da un ente pubblico
- L’urgenza di migliorare il tasso di riscossione per stabilizzare le finanze comunali
Le critiche dell’opposizione
Nonostante i dati allarmanti sulla gestione attuale, l’opposizione ha contestato la scelta dell’Amministrazione. Ivana La Pera (MPA) ha sottolineato che lo stesso ragioniere generale aveva espresso perplessità, sollecitando il Comune a cercare soluzioni alternative.
Aldo Grimaldi (gruppo misto) ha evidenziato su Facebook tre criticità non affrontate:
- Database comunale da aggiornare, con errori e duplicazioni
- Mancanza di un’interfaccia diretta per i cittadini in difficoltà
- Obiettivi di incasso e tempistiche poco definiti
“Le tasse vanno pagate, ma il sistema deve essere organizzato in modo equo ed efficiente”, ha commentato Grimaldi sui social.
Il rammarico del sindaco
Dopo la bocciatura, il sindaco Roccuzzo ha espresso profondo rammarico: “Il Comune di Caltagirone, come confermato dal Ministero dell’Interno, non ha personale sufficiente per gestire internamente la riscossione coattiva. D’intesa con il Collegio dei revisori, avevamo proposto l’esternalizzazione per incrementare le entrate e ridurre i 35 milioni di euro di debiti ereditati.”
“Trovo inspiegabile la decisione di respingere il provvedimento, che garantiva principi di efficienza ed equità e non avrebbe coinvolto i ruoli sotto i 1000 euro. Inoltre, gli importi dovuti avrebbero potuto beneficiare delle rottamazioni previste dal Governo nazionale”, ha concluso il primo cittadino.