
Il Tribunale del Riesame di Catania, su richiesta della difesa, ha permesso gli arresti domiciliari per Nunzio Vitale, che era detenuto con l’accusa di voto di scambio mafioso.
Come riportato dall’edizione regionale dell’ANSA, giorno 18 marzo il Tribunale del Riesame di Catania ha modificato la misura cautelare nei confronti del sindaco di Ramacca Nunzio Vitale, già detenuto per l’accusa di voto di scambio di tipo mafioso, come emerso dall’operazione Mercurio, nata dalle indagini dei carabinieri del ROS coordinate con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania.
Così, il Tribunale del Riesame di Catania ha parzialmente accolto la richiesta della difesa di Vitale, sostenuta dall’avvocata Maria Licata, modificando la misura detentiva che era stata emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari. Analogo esito anche per l’ex vicepresidente del consiglio comunale ramacchese, Salvatore Fornaro, difeso dall’avvocata Emanuela Fragalà.
Oggi ci saranno le udienze, sempre al Riesame, per il deputato ARS – nonché ex membro della commissione regionale antimafia per dimissioni – Giuseppe Castiglione e per l’ex consigliere comunale catanese Matteo Marchese, difesi dall’avvocato Salvo Pace: i due politici etnei sono accusati di aver fatto un accordo, ai fini di vittoria elettorale per le loro rispettive corse, con il noto clan mafioso catanese dei Santapaola-Ercolano: nel dettaglio i fatti riguardano le elezioni regionali del 2022 e le elezioni comunali tenutesi a Misterbianco nel 2021.