Caltagirone ricorda Rosario Pitrelli nell’81° anniversario delle Fosse Ardeatine

 

Anche quest’anno, in occasione dell’ottantunesimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il sindaco Fabio Roccuzzo, a nome dell’Amministrazione comunale tutta, ricorda le vittime, in particolare il meccanico di Caltagirone Rosario Pitrelli, “𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐞𝐬𝐞𝐦𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐧𝐮𝐨 𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭à 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚”.

 

La brutale rappresaglia nazista del 1944

Quella delle Fosse Ardeatine fu la strage in cui, il 24 marzo del 1944, 335 civili e militari italiani furono trucidati dalle SS di Kappler e che è divenuta, negli anni, uno dei simboli universali della ferocia nazifascista. L’eccidio fu una rappresaglia per l’attentato partigiano compiuto da membri dei Gap romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella, che determinò la morte di 33 soldati del reggimento «Bozen», appartenente alla Ordnungspolizei dell’esercito tedesco.

La tragica fine di Rosario Pitrelli

Adolf Hitler, furioso per il successo dell’attacco dei partigiani, diede l’ordine per una reazione che “facesse tremare il mondo” e il comando tedesco di Roma decise la “punizione esemplare”: per ogni tedesco morto sarebbero stati uccisi dieci italiani. Fra le vittime anche Rosario Pitrelli, che aveva 26 anni e collaborava col partito comunista clandestino durante l’occupazione tedesca. Arrestato il 28 gennaio del 1944, anche lui finì nel gruppo dei fucilati alle Fosse Ardeatine.