Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani

Che l’Italia sia divenuto un Paese da cui investitori ed operatori commerciali scappano per la troppa burocrazia ed una giustizia lenta e complicata è un dato di fatto.

Che la nostra logistica ed il nostro autotrasporto non siano più competitivi, soprattutto nel nostro Mezzogiorno e nelle Isole è una realtà.

Ed allora accade che autisti, padri di famiglia ed onesti lavoratori di tutte le nazionalità vengano depredati di tutti i diritti costituzionali garantiti, soltanto per essere finiti nelle maglie diaboliche della Pubblica Amministrazione.

E’ la storia di Hamdi Ouazouaza, autista di origine tunisina, ormai da anni nel nostro Paese, in quel di Vittoria, che ha subito veramente una grande ingiustizia.

“La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani, L.A. A.I.S., denuncia da oltre tre anni incompetenza e mancata conoscenza della materia trasportistica da parte della Pubblica Amministrazione”, dichiara con rabbia il Presidente della L.A.A.I..S., Tania Andreoli, “E’ una realtà ed occorrono interventi rapidi e mirati a livello centrale, perché non si può essere “Eroe”, come al tempo del Covid, soltanto perché provvedi al sostentamento nazionale, trasportando beni primari, per poi essere considerato un criminale ed essere costretto a non poter più lavorare per errate interpretazioni di norme vigenti ed incompetenza dilagante tra gli Organi accertatori.”

E’ quello che è successo ad Hamdi che, per un’errata interpretazione ed un abuso di potere della Polizia Locale di Milano, che addirittura disconosce l’istituto dell’autotutela in presenza di targa di veicolo errata, non può più provvedere al fabbisogno e al sostentamento della sua famiglia, ivi compresi i suoi due figli piccolissimi.

“L’ingiusta revoca della mia patente professionale avrà conseguenze devastanti sulla mia vita e quella della mia famiglia. Da quando vivo in Italia ho sempre rispettato tutte le regole ed agito nella legalità e ora, per errori di altri, non potrò più sfamare la mia famiglia. Ci sono giorni in cui i brutti pensieri prevalgono sull’ottimismo.”

1“Assistiamo a veri e propri abusi di potere, come nel caso del collega Hamdi”, afferma l’agguerrito Vice Presidente della L.A.A.I.S., Giuseppe Neri, “e se è pur vero che occorre diffondere la cultura della legalità e del rispetto delle ore di guida, dall’altra parte chiediamo maggiore dialogo e comprensione delle norme che riguardano il nostro settore. Nel caso di Hamdi, che riceveva dalla Polizia Stradale di Arezzo un provvedimento di sospensione ingiustificato, che normalmente comporta la sola sanzione amministrativa, e che veniva autorizzato a completare all’Ortomercato di Milano le operazioni di scarico di merce, non dimentichiamolo, DEPERIBILE, per poi rientrare in sede aziendale, siamo di fronte al totale disconoscimento delle procedure e delle deroghe che riguardano il nostro settore. Essere destinatari di un provvedimento di revoca della patente professionale, restando due anni senza poter lavorare, soltanto perché un Organo accertatore di Milano non ha compreso il contenuto dell’autorizzazione del precedente Organo accertatore, è semplicemente abuso di potere.”

La Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani non lascerà Hamdi da solo e si sta occupando della sua difesa, consapevole che ci sono Prefetture ed Amministrazioni che comunque stanno dimostrando una certa sensibilità nei confronti della categoria, per cui non si fa di tutta un’erba un fascio, ma sono ancora casi troppo isolati.

Ricordiamo sempre che a bordo di un camion c’è un essere umano, quasi sempre solo, quasi sempre sottoposto a carichi di stress inimmaginabili dall’opinione pubblica ed occorrerebbe soltanto RISPETTO.

 

F.to Tania Andreoli

Presidente Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani

L.A.A.I.S.

F.to Giuseppe Neri

Vice Presidente Lega Autisti Autotrasportatori Indipendenti Siciliani

L.A..A.I.S.

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