Durante la manifestazione, i partecipanti hanno sfilato dietro uno striscione con scritto «U sicilianu è a nostra lingua, parràmulu senza vrijogna», cantato canzoni tradizionali siciliane e letto cunti in siciliano, mostrando il proprio attaccamento a una lingua che da secoli rappresenta l’identità culturale e storica della Sicilia. I manifestanti hanno ribadito con forza che il siciliano non è un semplice “dialetto”, ma una lingua con una ricca tradizione letteraria, culturale e popolare, che merita il giusto riconoscimento a livello istituzionale.
Il siciliano sia lingua co-ufficiale, patrimonio da tutelare
Anthony Graziano, portavoce di Trinacria ha dichiarato: «Oggi siamo qui non solo per celebrare la nostra lingua, ma per chiedere che il siciliano venga riconosciuto nella sua dignità e valore. La nostra lingua è un patrimonio che non possiamo permettere di vedere scomparire. Chiediamo a gran voce che venga inserita nel quadro giuridico come lingua co-ufficiale (seguendo l’esempio della Regione Sardegna), accanto all’italiano, per garantirne la sopravvivenza e la trasmissione alle future generazioni. La lingua siciliana è l’essenza della nostra cultura, della nostra storia, della nostra identità. Siamo determinati a fare in modo che venga tutelata e valorizzata come merita».
Musica e tradizione per il siciliano
Il corteo ha attraversato le vie principali della città, guidato dai tamburinari di Ficarazzi “Salvatore Bona”, ed ha concluso il percorso in un evento di musica popolare a piazza Bologni con il Sicilian Duo di Giampiero Amato e Simona Ferrigno, e letture pubbliche di cunti e poesie della tradizione, coinvolgendo anche le nuove generazioni che hanno voluto esprimere il loro sostegno alla causa.
Mozioni nei comuni per il riconoscimento ufficiale
Gli organizzatori hanno inoltre annunciato la circolazione di una manifesto contenente le principali rivendicazioni, in corso di approvazione da parte di diversi consigli comunali dell’isola. La mozione è già stata deliberata, tra gli altri, dai Comuni di Montelepre, Santa Cristina Gela, Serradifalco, Montemaggiore Belsito; verrà approvata a breve a Trapani, nelle Madonie, Partanna, Corleone, Novara di Sicilia.